Galleria Elleni

Bruno Di Bello

Nuove Geometrie 
10 Dicembre 2008 18 Gennaio
Catalogo con testi di Mario Costa, Marco Meneguzzo, Kevin Mc Manus.
La mostra presenta nei due spazi della galleria il lavoro degli anni 2000 di Bruno Di Bello, tutto centrato sulle nuove geometrie realizzabili al computer; le geometrie che sono alla base della nascita e della crescita delle forme della natura. Bruno Di Bello è nato a Torre del Greco il 10 maggio 1938. Nel ‘58 frequenta ancora l’Accademia di Belle Arti di Napoli ma già espone e, con Biasi, Del Pezzo, Fergola, Luca e Persico, forma il “gruppo ‘58”. Nel ‘62 prima mostra personale alla Galleria 2000 di Bologna, nel ‘66 espone a Napoli alla Modern Art Agency di Lucio Amelio ed incomincia ad usare la fotografia come proprio mezzo di realizzazione artistica. Nel ‘67 si stabilisce a Milano. Espone per la prima volta da Toselli nel ‘69 e nel ‘70 alla galleria Bertesca di Genova, alla galleria Wspòlczesna, Varsavia ed alla Biennale di Venezia. Nel ‘71 alla Galleria Kuchels, Bochum, allo Studio Marconi dove esporrà anche nel ‘74, nel ‘76, nel ‘78 e nell’81. Altre sue personali sono quelle del ‘74 alla galleria Art in Progress a Monaco, alla Galerie Muller, Stuttgart ed alla Kunsthalle di Berna, nel ‘75 all’I.C.C. di Anversa e alla galleria Plurima di Udine, nel ‘77 alla galleria Lucio Amelio di Napoli . Sue opere sono state acquisite dal museo Boymans di Rotterdam, dalla Galleria d’arte contemporanea di Parma, dal museo Rufino Tamayo di Mexico City, dal museo di Dortmund, dal Mambo di Bologna e dalla collezione Terraemotus al museo della reggia di Caserta. Segue un periodo di duchampiano silenzio, ma Di Bello, artista «mentale», torna alla ricerca nel momento in cui le evoluzioni della pratica fotografica lo portano alla scoperta del medium del nuovo millennio. Inizia così a lavorare con il computer, realizzando una forma digitale di «fotografia senza soggetto» – per riprendere un termine di Mario Costa – e servendosi delle nuove frontiere a cui, per l’appunto, la «mente» umana ha saputo giungere: la geometria dei frattali, punto massimo d’intersezione tra razionalità scientifica ed estetico “stupore”, ma anche risorsa metodologica ampiamente usata dall’architettura contemporanea, da Gehry a Libeskind, da Koolhas a Zaha Hadid. Quasi a indicare, nel passaggio dal costruttivismo di ieri al decostruttivismo di oggi, che è la geometria, con le sue “catastrofi” epocali, a scandire per prima i tempi dell’arte. Espone i risultati di queste ricerche alla galleria Giò Marconi nel 2003, nel 2004 alla galleria Plurima di Udine, e nel 2005 a Napoli alla fondazione Morra.

Fotografando:

dalla Mec art al digitale
8 Novembre 2008 - 10 Gennaio 2009
Centro Cultura Nembro, Nembro (Bg)
a cura di Francesco Lussana in collaborazione con Galleria Bergamo, Museo Ken Damy
La mostra Fotografando: dalla Mec Art al digitale, vuole presentare al pubblico un ampio gruppo di opere d’arte di alcuni fra i protagonisti italiani della scena artistica contemporanea, a partire dalla metà degli anni Sessanta fino ai giorni nostri. Il percorso si concentra sull’immagine di origine meccanica, principalmente quella fotografica, che nel corso degli anni è stata più volte al centro di numerose ricerche artistiche, spesso coniugata con la pittura e con l’idea tradizionale di quadro, fino ad arrivare alle opere digitali, create interamente con processi meccanicanici. La Mec Art, Mechanical Art, rappresenta il punto di partenza del percorso espositivo; termine coniato dal critico francese Pierre Restany, la Mec Art ha coinvolto un vasto gruppo di artisti internazionali che hanno sviluppato immagini derivanti dai mass media, dalla televisione, dal cinema e dalla carta stampata, riportandole su tela emulsionata. La mostra prende il via con alcune opere dei protagonisti della Mec art in Italia: Gianni Bertini, Bruno Di Bello, Elio Mariani, Mimmo Rotella e Aldo Tagliaferro. Lasciando gli anni Sessanta e il clima del Nouveau Realisme europeo e della Pop Art america, la mostra vuole affrontare un gruppo eterogeno di autori italiani, i protagonisti assoluti della fotografia italiana contemporanea, fra cui Gabriele Basilico, Maurizio Buscarino, Mario Cresci, Franco Fontana, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Mimmo Jodice, arrivando con loro alle soglie dell’era digitale esplosa negli anni Novanta. La mostra si chiuderà, infatti, con due giovani autori, Matteo Basilè che apre la strada all’immagine digitale lavorando sull’iconografia classica, reinventando l’idea del ritratto e Gian Paolo Tomasi, stampatore e manipolatore d’immagini, autore di una pittura iperrealista. In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo con un ricco corredo fotografico, edito da Libri Aparte

Maurizio Buscarino

KANTOR
20 settembre 24 Ottobre 2008
a cura di Uber Calori
Volti, gesti e traiettorie degli attori, macchine sceniche, sguardi e affreschi collettivi dell’Europa del Novecento: nello struggente chiaroscuro delle fotografie di Maurizio Buscarino, il teatro quotidiano di Kantor (Wielopole 1915 – Cracovia 1990), uno degli artisti più geniali del secolo scorso, una selezione di venti raffinatissime stampe fotografiche di grande formato di Maurizio Buscarino, grande fotografo nel teatro, che nel 1977 incontra Kantor e lo segue fino alla sua scomparsa. Da La classe morta, lo spettacolo che inaugura il «Teatro della Morte», a Oggi è il mio compleanno, spettacolo-testamento del genio polacco, passando per Wielopole Wielopole, Crepino gli artisti, La macchina dell 'Amore e della Morte e Qui non ci torno più, Buscarino “scolpisce” in un folgorante bianco e nero le figure, le atmosfere e i sorprendenti meccanismi del teatro kantoriano, muovendosi con l’obiettivo sul filo invisibile che sulla scena divide ombre e luci, memoria e oblio, vita e morte, realtà storica e biografia personale.

Mario Cresci

Disincanto
Giugno - Luglio 2008
Mario Cresci (Chiavari 1942) è uno tra gli autori che operano con la fotografia più importanti della sua generazione, conosciuto in Italia ed all 'estero ha alle spalle numerose mostre personali in spazi pubblici e privati. La mostra presenta la serie del "Disincanto ", 9 lavori di grande formato: (minuscoli) banali oggetti kitsch per lo più trovati negli scaffali dei grandi magazzini oppure in qualche autolavaggio "inutilmenti contemporanei " vengono ripresi con macro ingrandimenti che avulsi da riferimenti alla realtà ci restituiscono immagini magiche caricate di nuovi significati. Come un etnologo Cresci da più di trent 'anni raccogli dettagli dei luoghi, indaca i particolari dell 'immagine e la sua forza evocativa, distaccandosi dalla realtà e dal tempo le sue fotografie diventano segni, scritture.

Franco Fontana

Route 66
03 Maggio - 31 Maggio 2008
20 i lavori presentati dell’artista Franco Fontana, nato a Modena nel 1933 e considerato uno dei maestri della fotografia italiana contemporanea. Tutti i lavori hanno come soggetto gli Stati Uniti d’America: la celebre rout 66, mitica strada del film Easy Rider ed altri soggetti americani pubblicati nel volume "Sorpresi da una luce americana " monografia con presentazione di Gianpiero Mughini. Sono più di quaranta le pubblicazioni dedicate al suo lavoro con edizioni italiane, francesi, tedesche, svizzere, americane e spagnole. Ha esposto in Musei pubblici e gallerie private di tutto il mondo, oltre quattrocento sono le mostre personali e di gruppo che ha finora tenuto. Sue opere figurano in importanti collezioni pubbliche citiamo tra le più importanti: International Museum of Photography Rochester, Museum of fine art Houston, Museum of modern art New York, GAM di Torino, Victoria and Albert Museum Londra, Museè d’art Moderne Parigi, The Israel Museum Gerusalemme, Metropolitan Museum Tokio, National Gallery Pechino.

Nobuyoshi Araki

Tokio decadence
29 Marzo-30 Aprile 2008
in collaborazione  taka ishii gallery Tokio
Un 'articolata collezione di lavori del fotografo nipponico Nobuyoshi Araki rappresentando il variegato percorso dell’artista giapponese nei meandri del mondo e della cultura giapponese, schiacciato tra l’ingombrante passato e un futuro che appare indefinito e nevrotico. Saranno presentati una ventina di lavori di grande formato a colori e in bianco nero ed una serie di polaroid nelle quali verrà messo al centro del suo lavoro (come sempre) la donna e il suo universo. Araki nasce nel 1940 a Tokio, precisamente a Minowa, quartiere popolare, in una famiglia di fabbricanti di zoccoli giapponesi. Nel 1971 sposa Yoko Aoki sua musa e pubblica le fotografie del vaiggio di nozze nelle isole Yanagawa, con il titolo Viaggio sentimentale. Nel 1979 compie il primo viaggio a New York in occasione della mostra Japan, a self-portrait. Comincia a pubblicare foto di donne legate (bondages) nella rivista S&M Sniper. Rifiuta di esporre in occasione del centenario della Biennale di Venezia nel 1993 e pubblica Tokio Love con Nan Goldin. Nel 1995 la mostra alla Fondazione Cartier di Parigi Journal intime. Nel 2000 mostra al Museo Pecci di Prato Araki, Viaggio sentimentale, e Suicide in Tokio a Venezia. Nel 2005 espone a Londra alla Barbican Art Gallery, Nobuyoschi Araki: Self, Life, Death. Nel 2007 a Roma Araki Gold, presso Istituto Nazionale per la Grafica'